Domenica parti, destinazione futuro. Andrai a studiare in un’altra città, un altro mondo, un’altra realtà. Non sarò, non potrò essere lì da te quando partirai, a salutarti come facevano una volta i familiari dei profughi al porto o alla stazione: fazzoletto bianco sventolante in mano e lacrima scivolante in volto. Ci si sentirà di meno, ma ormai ho imparato che quando si è lontani, non conta più che tu lo sia di 500 chilometri o qualcosa in più; conta che tu sia vicino a me nei sensi, nelle emozioni, nei pensieri. Tuttavia continuo a voler essere uno di quegli adesivi che si appicicano alle valigie che si vedono sempre nei film e nei cartoni. Lì in mezzo, tra gli adesivi di “Come back to London” e “Bienvenue a Paris”, poco più sotto di “Willkommen zu Wien”, magari un po’ nascosto dalle immagini, il mio faccione appiccicato ti accompagnerebbe in tutti i tuoi viaggi, ricordandoti che per quanto lontano tu  vada, sarai sempre nel mio cuore.