Marzo 2006


Io28 Mar 2006 06:39 pm

Verosimilmente è l’ultima gita scolastica della mia vita: l’ultima volta che si corre da una stanza all’altra dell’albergo inseguiti dai professori, l’ultima volta che ci si chiede quali saranno “le storie” della gita, tante ultime volte. Beh, come ultima volta non potevo chiedere una gita migliore: Londra! Certo, la partenza è stata un po’ strana, perchè siamo partiti con l’aereo di pomeriggio, orarario un po’ strano per una partenza scolastica, ma sempre meglio della domenica mattina della gita dell’anno scorso. Comunque sia, ritrovo all’aeroporto di Caselle alle ore 15:00 in punto, check-in, metal detector e imbarco e partenza previsti per le 17:00. Partiamo con la Easy-jet, e se non fosse per noi, l’aereo sarebbe pieno di grigi manager o lavoratori, manco un turista.


Il viaggio trascorre tranquillo, a parte qualche sfottò agli altri passeggeri e il via vai di gente su e giù per l’aereo, come se fossimo tranquillamente su un pullman. Atterriamo all’aeroporto Luton di Londra, e ben presto che le varie voci sul tempo inglese non erano solo dicerie… fa davvero un freddo della madonna! E piove quasi sempre! Sta di fatto che riusciamo ad arrivare al nostro albergo, in piena Picadilly Circus.

Un mondo completamente diverso da quello che sono abituato a vedere quotidianamente: luci, colori, gente, suoni, a tratti mi sentivo quasi spaesato, ma ben presto faccio passare queste sensazioni per far spazio all’eccitazione e la voglia di spendere e spandere per i milioni di negozi. Le foto si sprecano, e ovviamente non possono mancare quelle canoniche che ogni persona che va a Londra si sente obbligato a fare:






I giorni passano tra divertimento, tornei notturni di playstation a calcio, sbornie e birre per i pub inglesi, schifezze che ci propinavano per pranzo e cena e lunghissime camminate, e arriviamo al momento della partenza, e dalle facce si può facilmente intuire quanto fossimo esausti

Il volo va a meraviglia, nonostante i compagni di sedile “particolari”

Mai ritorno in Italia fu più gradito sotto l’aspetto del cibo, ma devo dire che comunque a Londra mi sono divertito, è stata una perfetta “ultima volta”.

Vita19 Mar 2006 10:02 pm

La fase liturgica della festa si compie e finisce con la stesura del contratto

Intanto fuori dalla chiesa la gente inizia già a riempirsi le mani di riso pronta a inondare gli sposini

Ecco.. gli sposi escono di corsa e un’esplosione di riso e pezzi di carta riscalda i cuori dei presenti infreddoliti dalla giornata quasi invernale

I festeggiamenti si spostano in un ex forno di mattoni nella collina torinese, nei pressi di Cambiano

Il buffet è lungo, ricco e invitante, e ben presto è preso d’assalto dagli invitati

La torta è gigante, cioccolatosa e pesante e tutti la guardano con leccornia

Qualcuno vaga per i meandri del forno, spiegando alla morosa quanto ben di dio egli stia mangiando senza ritegno…

L’alcool inizia a fare effetto.. si tirano fuori gli strumenti musicali e si suona e si canta in allegria

L’atmosfera è coinvolgente e i più piccoli, insieme ai più ubriachi, seguono il suonatore vagante…

E’ il momento dei ringraziamenti da parte dello sposo che ringrazia tutti bagnandoli con una bottiglia di vino bianco

Le danze proseguono fino a notte inoltrata, e in tutti gli angoli si respira un’aria di allegria e gioia

La festa scema così fino alle 2-3 di notte, orario in cui anche i più temerari e festaioli inziano a sentire la stanchezza dopo "appena" 11 ore di festeggiamenti (la cerimonia era iniziata alle 4 di pomeriggio). L’appuntamento è alla prossima rimpatriata. Auguri per il vostro matrimonio Paolo e Simona!

Vita13 Mar 2006 11:59 pm

Non voglio una corona sulla testa, una sacra spada o cacciare i cavalieri neri dalla Britannia… mi basta essere nobile di cuore e puro di pensieri e far felice chi mi sta intorno per sentirmi un re.

Vita11 Mar 2006 09:16 pm

Che dire.. 80 anni! Chissà se un giorno ci arriverò anche io… Boh.. io ho sempre creduto (e lo credo tutt’ora) che morirò giovane… (tanto per far rimanere questo diario su un livello non troppo standard di melodrammaticità)
La giornata inizia dal pranzo. Tutti gli invitati (praticamente solo la famiglia… ma siamo sulla quarantina di unità eh) iniziano a prendere posto nel ristorante, aperto esclusivamente per il nonno (toh guarda, il proprietario del ristorante è mio zio )

Dimenticavo.. Prima del pranzo si era svolto un veloce, ma molto alcolico, aperitivo e ormai eravamo tutti affamati e pronti a trasformarci in cavallette per qualche ora, perciò, ben presto tutti si sedettero ai rispettivi posti.

Il vino, il cibo, l’aria di festa, l’allegria e il somellier giapponese stimolano le conversazioni, che si fanno sempre più accese e vivaci.

Un’oretta e mezza dopo arriva, accompagnata dal suo creatore, la torta. Inutile ricordare che ormai si mangiava per inerzia, dopo le 5 portate, comprendenti piatti come "risotto mantecato ai formaggi con carpaccio di filetto di vitello", o gli "agnolotti farciti al salame di turgia serviti con crema di patate", o quella botta dello "stinco di vitello brasato al barolo con polenta croccante e ratatouille".

Dopo il pranzo, tutti i "ragazzini" della famiglia si recano fuori per la consueta partita di pallone, e poco dopo vengono raggiunti dagli altri per la foto di rito

La giornata è quasi finita, ma c’è ancora tempo per tornare al ristorante a prendere un caffè e dei cioccolatini.. L’appuntamento è alla prossima settimana, al matrimonio dello zio. Auguri per i tuoi primi ottant’anni nonno.

Vita and Io06 Mar 2006 09:19 pm

Silenzio, attorno a lui regna il silenzio. E’ ancora sotto le coperte, gli occhi fissi verso il soffitto e il buio attorno a lui lo avvolge. Un lungo sospiro, un battito di ciglia e scende dal letto: piano piano, un piede dopo l’altro, si cala dalla scala di legno del suo letto a soppalco, prende il suo borsone preferito, nascosto sotto il tavolo, e si dirige all’armadio. Non vede quasi niente, arraffa qualche maglietta, un paio di felpe, un po’ di ricambi… “direi che possono bastare”… e passa al bagno: si lava i denti, si sciacqua la faccia e dolcemente se la tampona con un asciugamano, dopodichè, prende lo spazzolino, il dentifricio e li butta nella tasca laterale della borsa. Torna in camera, ricontrolla il portafoglio, prende delle lettere, un paio di foto, un block notes, una penna, la sua rubrica, il lettore mp3 il cellulare e i vari caricabatterie e butta tutto tra i vestiti e i ricambi. Un altro lungo sospiro, un ennesimo battito di ciglia, prende il giubbotto, la sciarpa e il cappello… “nel caso facesse freddo” …un ultimo sospiro, scuote la testa e si chiude alle spalle la porta di casa. La luce esterna è solo quella artificiale dei lampioni e l’aria è fredda, pungente: mani in tasca e si dirige a prendere il pullman. La fermata è quella della stazione. La fedele biglietteria automatica ben presto sforna il biglietto che da tempo lui sognava comprare, ma che fino a quel momento non aveva avuto il coraggio di prendere: cerca il suo binario, ormai mancano pochi minuti alla partenza. Eccolo, sale su una carrozza qualsiasi e si sede su un sedile accanto al finestrino diretto al senso di marcia. Un ultimo sospiro, un ultimo battito di ciglia…e il treno parte.

Vita05 Mar 2006 09:35 pm

…Alla fine dell’Italia un bacio fa rumore…