Gennaio 2006
Archivio mensile
Locomotiva
Avete mai pensato ai vostri sogni? Intedo sedersi un attimo, e cercare di pensare a tutte le cose che si vogliono fare. Io a volte ci provo, provo a mettere i miei sogni in ordine mentalmente, più o meno come quando si prendono degli oggetti da uno scatolone, e li si mette sopra una mensola. Solo che per ogni sogno che ritiro, me ne si creano almeno due, e mi è impossibile finire l’opera. Perchè vedete, se dovessi paragonare la mia testa a un mezzo di locomozione, beh, questo di sicuro sarebbe una locomotiva, una di quelle molto pittoresche a vapore che ormai si vedono solo nei film o nei paesi che custodiscono ancora dei segreti: una locomotiva su cui sale ogni fantasia e non ne scende nessuna, perchè la mia mente non ha stazioni e mi capita sempre più spesso di far girare questo treno tra le nuvole dei miei pensieri, senza che questo rallenti, manco per vedere il panorama da sopra una delle tante nubi/dubbi che popolano questo mio mondo artificiale. Se mi concentro, quasi lo sento il fischio della locomotiva che si fa spazio tra le difficoltà e che mi farà compagnia finchè ha passeggeri…
One
One love
One blood
One life
You got to do what you should
One life
With each other
Sisters
Brothers
One life
But we’re not the same
We get to
Carry each other
Carry each other
One…life
Formiche
Accendo l’incenso, l’odore del sandalo mi riempe le narici e diffonde nella stanza umori di terre lontane e continenti oscuri. E’ come se le cuffie fossero uno speciale strumento che collega il lettore al corpo, una flebo che mi inietta nelle vene la musica, note che si legano a particelle in un connubio indissolubile che produce adrenalina ed emozioni. Le parole si seguono una dietro l’altra e si mischiano al flusso di pensieri positivi e negativi che continuano a cadere nel vuoto della mia mente, e intanto la tastiera trasforma e sputa sullo schermo nere trasfigurazioni dei miei pensieri, più comunemente dette parole. C’è un’atmosfera strana, quasi magica, i pensieri mi cadono sui tasti e si seguono senza un’apparente logica, come una fila di formiche in una strada chiusa.
Marpiadur…
…si ma in fondo è sempre come la prima volta…
Vorrei
Vorrei, vorrei…
esaudire tutti i sogni tuoi
vorrei, vorrei…
cancellare ciò che tu non vuoi
però, lo sai che io vivo attraverso gli occhi tuoi!
Vorrei, vorrei…
che tu fossi felice in ogni istante
vorrei, vorrei…
stare insieme a te così per sempre
però, lo sai che io vivo attraverso gli occhi tuoi!
E vorrei poterti amare
fino a quando tu ci sarai
sono nato per regalarti quel che ancora tu non hai
così se vuoi portarmi dentro al cuore tuo con te…io ti prego e sai perché
Vorrei, vorrei…
esaudire tutti i sogni tuoi
vorrei, vorrei…
cancellare ciò che tu non vuoi
però, lo sai che io vivo attraverso gli occhi tuoi!
Normalità…?
- libri
- vestiti
- candele, incensi, accendini
- viaggi
- carta e inchiostro
E’ impressionante la lista delle cose per cui spendo più spesso soldi… Mi viene il dubbio che io faccia spese “normali” per un ragazzo della mia età…Forse i vestiti sono l’unica cosa che si omologa bene con la normalità, ma il resto… dovrebbe esserci scritto “discoteche” o “partite allo stadio” o “cellulare”… Sono anormale, o semplicemente vivo in un mondo ancora fantastico e non ho voglia di svegliarmi?
Fenice
Le cose, spesso, non vanno come vorresti. Mi sento sempre più frequentemente come un fiore in mezzo a una tempesta: i miei petali si spezzano, mi faccio male, mi strazio dentro, il colore che al sole risplende, ora è offuscato dalle nubi e dal vento… E come quel fiore, mi sento impotente, mi sento sbattuto a destra e sinistra e vengo ferito dagli eventi… Per ogni mia lacrima vorrei che nascesse un fiore, più forte, colorato e bello di quello che l’ha preceduto, fino a che le lacrime finiranno e avrò abbastanza fiori da regalare a tutti coloro che mi sono cari e che hanno sofferto, senza meritarselo. Questo mio primo fiore lo regalo a te… è forte, è bello, è colorato, è puro, è come la nostra amicizia…
Ti voglio bene
Vita and Io14 Gen 2006 02:02 pm
Canzoni per la mente
Morcheeba - Rome wasn’t buil in a day
Play, gli occhi si chiudono e parte il trip: mi immagino sopra un treno, la velocità, sfreccio tra i boschi, le campagne, i luoghi… parte il ritornello: girasoli che sbocciano, nuvole che corrono, bambini che sorridono, acqua che cade, brividi nel cuore…
Butthole Surfers - Dracula from Houston
…corsa nel bagnoasciuga in una notte d’estate, risate tra amici, canzoni cantate a squarciagola sdraiati su un letto, dormita su amaca, gioia…
Leroy - Good time
…la preparazione delle valige, un balletto in una stazione, buonumore, uno sguardo incrociato con una persona, un sorriso, fare l’amore…
Jeremy Kay - Have it all
… cantare sotto la doccia, bambina con i vestiti della mamma, paesino rustico della liguria, fetta d’anguria seduto su un vecchio muro, scrivere una cartolina, serenità…
John Cale - Halleluja
…un bimbo che dorme, una lacrima di gioia, un abbraccio, un saluto, un addio…
Cabeza enredada
E’ un periodo strano, uno di quei periodi in cui ti senti la testa piena anche nei giorni vuoti, quando vedi il cestino pieno e dici “sembro io”, quando vorresti fermare tutto e dire “ohi calma, che succede?”. Una volta, credevo che agire col buon senso, i buoni propositi, e le buone intenzioni, bastasse per fare delle cose giuste, ma mi accorgo sempre più che a volte bisogna auto-tirarsi un calcio nello stico, sorridere comunque a 32 denti e dire cose che non si pensano. Eppoi, una volta credevo che sfogandomi mi sarei sentito meglio, e invece, mi guardo da fuori, e sembro solo un bimbo capriccioso che non guarda, che pensa sempre meno al lato positivo delle cose, che pensa sempre meno a chi sta peggio, e che spera troppo spesso che le amicizie siano eterne. Ho la cabeza enredada, la testa aggrovigliata, perchè non so quello che voglio: fino all’altro mese ero gasato come una Pepsi perchè avrei fatto disegno industriale, e ora mi sono di nuovo messo davanti a un tavolo a ragionare sulle altre possibilità, di nuovo. Mi prenderò un giorno di ferie, un break, una pausa; farò tutto quello che mi piace e rilassa: un bagno caldo, una colazione con caffelatte biscotti e giornale, leggerò un libro accompagnato da una bella canzone in sottofondo, mi accenderò un incenso, un mio incenso, non una di quelle porcate con cui mia madre cerca di uccidermi soffocandomi, mi sdraierò sul mio letto, guardero i pannelli pieni di foto, lettere, biglietti del treno e ricordi che ci sono accanto, e chiudendo gli occhi, taglierò il filo ingarbugliato dei miei pensieri…
Sveglia
Driiin. Questo non è un suono. Non è l’invito della sveglia a risollevare le tue membra e a risorgere dal piumone per scendere dal letto. Questo è una badilata sulla schiena, un piacere riconducibile a un atto masochistico: quello di alzarsi. Che poi, se non sto attento, al mattino, scendendo dal letto a soppalco, pianto uno di quei voli, che l’arcangelo gabriele se lo sogna, e mi fracasso contro la parete; e per esperienza so che non è piacevole stare al mattino presto, quando si è ancora assonnati, dentro il pronto soccorso con qualcosa di rotto da riattaccare. Cmq, se tutto va secondo le procedure standard, riesco a trascinarmi fino alla cucina, passando per l’ingresso… torno indietro, mi guardo allo specchio, e vedo solo un sacco in boxer e maglietta che farebbe spavento al più perverso dei Dario Argento. A questo punto, c’è una sola cosa che mi interessa, l’unica che non mi ha mai tradito e per la quale io tradirei anche Giuda: la caffettiera. E’ incredibile quali prodigi riesca a fare quell’oggetto se abbinato a del latte (il caffelatte è uno dei miei vizi… lo so, è strano come vizio, ma io ho il vizio del caffelatte.. che ci posso fare?). Comunque, a questo punto sono meno rincoglionito di 10 minuti prima, e procedo alle opere di restauro in bagno che, tra inni non proprio sacri verso i santi quando mi taglio col rasoio e rantolii che dovrebbero assomigliare al ritornello della canzone preferita del momento che stanno passando alla radio, si conclude in media dentro i 10 minuti. Mi vesto rapidamente e con i primi stracci che trovo e sono pronto per affrontare con allegria un’altra giornata di scuola. Prima ora: latino… ma vaffanculo e torno a dormire…
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